Svolta hi-tech al Rocchi: in arrivo due megaschermi
Stadio Rocchi
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I due schermi saranno collocati in posizioni strategiche dello stadio: le impalcature di supporto sono state già posizionate nel parcheggio atleti e nello spazio situato tra la Curva Nord e la nuova tribuna Pratogiardino.

VITERBO – Lo stadio Enrico Rocchi si prepara ad accogliere un importante elemento di ammodernamento tecnologico per la struttura della Palazzina. Il Comune di Viterbo ha infatti disposto l’acquisto di due megaschermi destinati a migliorare la fruizione delle partite e la comunicazione all’interno dell’impianto sportivo cittadino.

L’operazione ha un valore complessivo di 146 mila euro, una cifra recuperata attraverso i ribassi d’asta ottenuti nell’ambito dei lavori di riqualificazione finanziati con i fondi Pnrr e conclusi la scorsa primavera.

I due schermi saranno collocati in posizioni strategiche dello stadio: le impalcature di supporto sono state già posizionate nel parcheggio atleti e nello spazio situato tra la Curva Nord e la nuova tribuna Pratogiardino.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è completare le operazioni prima del debutto casalingo di sabato prossimo contro l’Ossese. Tuttavia, considerando i tempi tecnici necessari per il montaggio e il collaudo della strumentazione elettronica, l’attivazione definitiva dei due schermi potrebbe slittare alla prossima sfida interna.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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