

VALENTANO – Il lago di Mezzano torna a restituire i suoi tesori sommersi. È ufficialmente iniziata la seconda campagna di ricerca archeologica nell’antico insediamento palafitticolo situato nel cuore della Tuscia, un progetto promosso nell’ambito dei lavori pubblici della Legge 190 del Ministero della Cultura e diretto dalla Soprintendenza attraverso il Servizio di Archeologia subacquea.
Le acque del bacino vulcanico hanno già regalato la prima importante sorpresa di questa stagione con il ritrovamento di una punta di freccia in bronzo, recuperata tra i pali e le pietre dell’area contrassegnata come M3. Un reperto di straordinaria fattura che va ad aggiungersi ai numerosi manufatti in bronzo scoperti nel corso delle indagini svolte nel 2025, confermando ancora una volta la ricchezza e l’importanza scientifica dell’insediamento.
Per il 2026 gli obiettivi sul campo appaiono particolarmente ambiziosi. Gli archeologi saranno impegnati nel proseguire la mappatura dei pali sommersi, nell’ampliare l’area degli scavi e nel comprendere a fondo la stratificazione archeologica del sito. Parallelamente, le ricognizioni subacquee permetteranno di definire con maggiore precisione l’effettiva estensione del perimetro abitativo, con il fine ultimo di individuare le migliori strategie per la conservazione e la tutela di questo straordinario patrimonio sommerso.
L’operazione vede sul campo un dispositivo di altissimo livello: i lavori operativi sono affidati agli esperti restauratori subacquei di CSR Restauro Beni Culturali, mentre l’assistenza e la sicurezza, sia nelle fasi d’immersione sia in superficie, sono garantite dal Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma.
Si tratta di un altro prezioso tassello che riemerge dal fondo del lago, consentendo di arricchire la conoscenza della storia antica del territorio e della comunità.

















